la tecnologia ci sconnette
Vita Digitale

La tecnologia ci sconnette?

Personaggi come Steve Jobs, Tim Cook e Bill Gates non hanno permesso ai loro figli di usare molta tecnologia.

L’uso che i loro figli hanno fatto dei dispositivi concepiti per le imprese per le quali lavoravano, è stato molto inferiore a quello della maggior parte dei loro amici.

Addirittura, il fondatore di Microsoft ha confessato di aver ristretto l’uso della tecnologia nella sua casa dopo aver scoperto quanto tempo passava sua figlia con i videogiochi; inoltre, il primo smartphone è stato ricevuto dai suoi figli solo quando hanno compiuto l’età di 14 anni e hanno pure delle limitazioni nel suo uso.

tecnologia aiuta o siamo schiavi
tecnologia aiuta o siamo schiavi

Per quanto riguarda Tim Cook, non ha figli, ma ha dichiarato in un’intervista al Guardian: “Ho un nipote al quale pongo delle limitazioni. Non voglio che stia sui social network”.

Non è solo una questione del troppo tempo passato davanti a uno schermo ma il fatto che veniamo bombardati continuamente da notizie e messaggi che catturano la nostra attenzione.

E’ così che veniamo distratti e ci allontaniamo da altre attività più importanti.

Quindi la tecnologia ci sconnette?

Sotto questa ottica, Judy Wajcman, professoressa di sociologia alla London School of Economics, sottolinea nel suo libro Pressed for Time che, sebbene molti progressi tecnologici abbiano ridotto il tempo dedicato a determinati compiti, altri non hanno fatto altro che sottrarci tempo per noi stessi.

E lo abbiamo permesso perché essere moderni oggi significa “vivere veloci e essere occupati“. Allora, vien da chiedersi se la tecnologia ci aiuta davvero o se, invece, ne siamo diventati schiavi.

Quindi, la tecnologia è davvero venuta a servirci o siamo noi che ne siamo diventati schiavi? L’antropologa Amber Case crede di sì in un certo qual modo: “La tecnologia ci sta disconnettendo e schiavizzandoci“.

Il rapporto con il nostro cellulare è un chiaro esempio di ciò: “Lo guardiamo tra mille e duemila volte al giorno. È la nuova sigaretta. Ti annoi, lo guardi”.

Questo è ciò che gli psicologi chiamano sindrome di attenzione parziale e si manifesta quando la nostra attenzione è dispersa in varie cose, senza essere in grado di approfondire nessuna di esse.

Forse dovremo riflettere su tutto questo, magari immersi nella natura e con il telefonino spento.

Marzia Da Ros
Tecnico informatico esperienza decennale nei mondo dei computer, telefonia e molto altro ancora. Scrittore per passione. Chiedetemi qualsiasi cosa riguardo al PC e vi risponderò senza problemi
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